Chi convive con l’acne da anni conosce bene il copione: una terapia funziona per qualche tempo, poi le lesioni tornano. Si cambia prodotto, si ricomincia, si aspetta. Nel frattempo, però, l’acne continua a lasciare segni sulla pelle e nel modo in cui ci si guarda.
L’acne non è una colpa, non dipende dalla scarsa pulizia e non è un semplice passaggio obbligato dell’adolescenza. È una malattia infiammatoria dell’unità pilosebacea, nella quale intervengono più fattori: produzione eccessiva di sebo, alterazione della cheratinizzazione del follicolo, proliferazione microbica e infiammazione. Può comparire in età molto giovane, persistere nell’adulto e, in alcune persone, resistere ai trattamenti tradizionali o ripresentarsi dopo la loro sospensione.
Per molto tempo l’arsenale terapeutico si è basato soprattutto su farmaci topici e sistemici tra cui antibiotici, retinoidi, alfa idrossiacidi ed acido azelaico. Sono strumenti ancora fondamentali e, quando correttamente indicati, possono offrire risultati eccellenti. Ma non sono adatti a tutti: alcuni pazienti non li tollerano, altri presentano controindicazioni, altri ancora desiderano evitare terapie farmacologiche topiche e/o sistemiche o hanno già affrontato più cicli senza ottenere un controllo stabile della malattia.
È in questo spazio clinico che Accure cambia le regole: non si limita a trattare ciò che appare sulla superficie, ma utilizza una specifica lunghezza d’onda per raggiungere selettivamente le ghiandole sebacee, uno dei principali motori biologici dell’acne.
Che cos’è Accure
Accure è un sistema laser a 1726 nanometri sviluppato per il trattamento dell’acne infiammatoria da lieve a severa. Questa lunghezza d’onda viene assorbita in modo selettivo dai lipidi presenti nelle ghiandole sebacee: l’energia raggiunge quindi il bersaglio in profondità e ne modula l’attività attraverso un riscaldamento controllato, preservando per quanto possibile i tessuti circostanti.
Il principio è semplice. Le ghiandole sebacee producono il sebo; quando sono iperattive, contribuiscono a creare l’ambiente in cui l’acne nasce e si mantiene. Ridurne l’attività significa intervenire su una componente causale importante, anziché limitarsi ad agire su lesioni già comparse.
Le ghiandole sebacee sono collegate al follicolo pilifero e producono il sebo. Accure utilizza la lunghezza d’onda di 1726 nm per colpire selettivamente questo bersaglio. Illustrazione: OpenStax College, Wikimedia Commons, CC BY 3.0.
La lunghezza d’onda progettata per raggiungere selettivamente le ghiandole sebacee.
6 sedute
Il protocollo adottato nel mio Studio prevede un ciclo iniziale di sei trattamenti, programmati e monitorati sulla risposta del paziente.
−70%
La riduzione media delle lesioni infiammatorie riportata a sei mesi negli studi citati dal produttore. La risposta individuale può variare.
Una tecnologia ancora rara, scelta dallo Studio Auriemma
Accure non è un dispositivo comunemente presente negli studi dermatologici. Si tratta di una tecnologia altamente specialistica che richiede un investimento importante, una preparazione specifica e una precisa scelta clinica. Il mio studio è tra i pochissimi studi dermatologici italiani ad avere investito direttamente nell’acquisto di Accure, rendendo questa possibilità terapeutica concretamente disponibile all’interno dello Studio.
Non è una decisione dettata dal desiderio di aggiungere semplicemente un nuovo macchinario. È il risultato di una visione precisa: offrire ai pazienti che convivono con un’acne infiammatoria persistente una possibilità ulteriore, soprattutto quando i farmaci non sono indicati, non sono tollerati o non hanno prodotto un controllo soddisfacente nel tempo.
Come riesce a essere così preciso
Portare energia termica in profondità non basta: occorre sapere quanta energia erogare e controllare ciò che accade durante ogni impulso. Accure utilizza una tecnologia proprietaria di treat-to-temperature che monitora la temperatura e adatta il trattamento al bersaglio. Un sistema di raffreddamento protegge contemporaneamente l’epidermide e migliora la tollerabilità della seduta.
Questa combinazione — selettività della lunghezza d’onda, controllo termico e raffreddamento — consente di trattare la ghiandola sebacea senza effettuare incisioni e con tempi di recupero generalmente contenuti. Gli studi pubblicati sul laser a 1726 nm riportano un miglioramento progressivo che può continuare nei mesi successivi all’ultima seduta.
Come si svolge il percorso
Accure non è un trattamento da scegliere da soli né un protocollo identico per chiunque abbia qualche imperfezione. Tutto comincia da una diagnosi dermatologica: occorre stabilire quale forma di acne sia presente, quanto sia attiva, quali terapie siano già state provate e se il laser rappresenti davvero l’opzione più appropriata.
Gli studi clinici disponibili descrivono spesso cicli di quattro trattamenti. Personalmente ho scelto un protocollo articolato in sei sedute, con una programmazione definita e controlli sull’evoluzione clinica. Le sedute aggiuntive non trasformano il trattamento in una promessa matematica: permettono di costruire un percorso più graduale, seguito e adattato alla risposta della singola pelle.
- Valutazione dermatologica. Si esaminano tipo e gravità dell’acne, storia clinica, farmaci assunti, trattamenti precedenti e condizioni della pelle.
- Preparazione. Il medico definisce le indicazioni da seguire prima della seduta e prepara la cute secondo le necessità del singolo paziente.
- Trattamento. Il manipolo viene applicato sulle aree interessate; il sistema controlla l’erogazione dell’energia e la temperatura mentre il raffreddamento protegge la superficie cutanea.
- Controllo e prosecuzione. Il protocollo dello Studio Auriemma prevede sei sedute, con verifiche dell’andamento, della risposta della pelle e degli eventuali effetti transitori durante l’intero percorso.
Durante la seduta si può avvertire calore o un fastidio di intensità variabile. Nelle ore successive possono comparire rossore o lieve edema, generalmente transitori. Tempi, sensazioni e reazioni non sono identici per tutti: è anche per questo che il percorso deve essere seguito da un dermatologo formato sull’impiego della tecnologia.

Per chi può rappresentare una vera svolta
Accure può essere preso in considerazione soprattutto nei pazienti con acne infiammatoria attiva, dalle forme papulo-pustolose a quelle più importanti, e nei casi in cui le terapie tradizionali non abbiano prodotto un risultato soddisfacente o non possano essere utilizzate.
- Acne infiammatoria persistente o ricorrente.
- Risposta insufficiente ai trattamenti già eseguiti.
- Intolleranza o controindicazioni a determinate terapie farmacologiche.
- Desiderio di valutare un approccio non farmacologico.
- Impatto significativo dell’acne sulla qualità della vita e sull’immagine di sé.
Non tutte le forme di acne hanno però lo stesso meccanismo dominante. Un’acne esclusivamente comedonica, una follicolite o una condizione che somiglia all’acne ma ha un’altra origine richiedono valutazioni e trattamenti diversi. Il fatto che una tecnologia sia avanzata non significa che sia automaticamente quella giusta.
I risultati: forti, ma senza promesse impossibili
La parola “definitivo” in medicina deve essere usata con estrema prudenza. Nessun trattamento serio può garantire che l’acne scompaia per sempre in ogni paziente. Genetica, ormoni, età, tipo di acne e risposta biologica individuale continuano a contare.
Possiamo però parlare di risultati clinici rilevanti e duraturi. Negli studi richiamati dal produttore, dopo quattro trattamenti distanziati di un mese è stata osservata una riduzione media del 70% delle lesioni infiammatorie a sei mesi. Studi scientifici sul laser a 1726 nm hanno inoltre documentato una risposta progressiva dopo la conclusione del ciclo e un buon profilo di tollerabilità nei diversi fototipi cutanei.
Il dato più interessante non è soltanto la riduzione delle lesioni visibili. È il cambio di prospettiva: intervenire sulle ghiandole sebacee può diminuire la frequenza e l’intensità delle nuove riacutizzazioni. I miglioramenti non sono immediati come l’effetto di un filtro fotografico; maturano nel tempo, mentre la pelle attraversa i propri cicli biologici.

Accure non è una bacchetta magica. È qualcosa di più utile: uno strumento medico progettato per agire con precisione su un bersaglio che, fino a pochi anni fa, potevamo modulare soprattutto attraverso i farmaci.
Trattare l’acne prima che lasci cicatrici
Quando si parla di acne, aspettare non è sempre una scelta neutrale. Un’infiammazione che continua per mesi o anni può lasciare macchie persistenti e cicatrici difficili da correggere. Può inoltre condizionare la vita sociale, il rapporto con le fotografie, il lavoro e la disponibilità a esporsi allo sguardo degli altri.
Ridurre l’attività dell’acne significa quindi lavorare su due fronti: limitare il rischio di nuovi esiti permanenti e restituire al paziente la libertà di non organizzare ogni giornata intorno alla propria pelle. È qui che il risultato clinico incontra quello umano.
La tecnologia conta. La diagnosi conta di più.
Un laser sofisticato non sostituisce il ragionamento medico. Prima di proporre Accure occorre capire se ciò che vediamo è davvero acne, quale forma stiamo trattando, quali fattori la alimentano e quali obiettivi siano realistici. Durante il percorso bisogna osservare la risposta, modificare quando necessario le indicazioni domiciliari e decidere se integrare altre terapie.
Per questo nel mio studio Accure non viene considerato un trattamento standard da applicare allo stesso modo a chiunque. È parte di un percorso costruito sulla persona: diagnosi, indicazione, tecnologia e monitoraggio devono procedere insieme.
Quindi la svolta esiste davvero?
Sì, se per svolta intendiamo la possibilità di affrontare l’acne con uno strumento selettivo, non farmacologico e pensato per agire su uno dei suoi principali meccanismi biologici. Sapere se Accure sia la scelta corretta, però, richiede sempre una valutazione dermatologica accurata. Perché il trattamento più avanzato non è quello con il nome più nuovo: è quello giusto per la pelle che abbiamo davanti.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una visita medica. Indicazioni, numero di sedute, risultati ed eventuali controindicazioni devono essere valutati dal dermatologo sul singolo paziente. I risultati possono variare.
Fonti scientifiche e approfondimenti
- Alexiades M. et al., “Novel 1726 nm laser demonstrates durable therapeutic outcomes and tolerability for moderate-to-severe acne across skin types”, 2023. PubMed.
- Scopelliti M.G. et al., “A novel 1726-nm laser system for safe and effective treatment of acne vulgaris”, 2022. PubMed.
- Goldberg D.J. et al., “Treatment of mild to severe acne with 1726 nm laser”, 2023. PubMed.
- Accure Acne, informazioni sul sistema, protocollo e risultati degli studi IRB. Sito ufficiale.







